Marco Dadda, PhD
Psicobiologo
Università degli Studi di Padova

Cinzia Chiandetti, PhD
Neuroscienziata
Università degli Studi di Trieste

Florindo Baldissera
chitarrista e vihuelista
Docente di chitarra presso il Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia
Da sempre considero la musica la mia più grande passione. Spesso questa passione si è tradotta nel cercare attivamente occasioni in cui potessi usufruire di musica dal vivo, nello stesso momento in cui viene prodotta. Trovo una reale sacralità in quegli istanti e, da psicologo, mi è parso naturale chiedermi in che modo i musicisti riescano ad unire un aspetto così altamente carico di emozione ad una esecuzione motoria e mentale attenta e che talvolta tende alla precisione assoluta.
Quello che mi è sempre parso inconciliabile è, in realtà, trattato abilmente in questo libro. Il vantaggio di Agrillo è schiacciante. L’autore, musicista e psicologo sperimentale, attacca utilizzando entrambe le sue formazioni artistica e scientifica, la tematica dell’esecuzione pubblica. Il risultato è un libro probabilmente unico nel suo genere il cui pregio principale è quello di aprire un dibattito e suggerirne una prosecuzione mai banale... (leggi tutto)
Si spengono le luci. La platea si ammutolisce. Tocca a me: devo entrare in scena e lasciare un messaggio, un’emozione al pubblico. Un respiro profondo, il battito del cuore che risuona prepotente, la concentrazione sulle prime battute e via: l’esecuzione ha inizio. Spesso un’eccessiva attesa, lo stress da buona riuscita, la paura delle critiche del pubblico e soprattutto le aspettative disattese dell’esecutore stesso possono compromettere la prestazione. Quali le componenti psicologiche che ostacolano la buona riuscita della prestazione? Quali i fattori su cui fare leva per ottenere il miglior risultato?
Da un’attenta analisi di tutti i processi cognitivi che soggiacciono alla performance artistica è possibile comprendere le variabili in gioco; e da questa accresciuta consapevolezza è dato ottimizzare le risorse e focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi che possono consentire una prestazione ottimale... (leggi tutto)
Mi risulta assolutamente impossibile non avere una visione di parte nel dissertare del pregevole lavoro intitolato Suonare in pubblico di Christian Agrillo. In primo luogo perché, essendo docente di Conservatorio, tendo a valutarne in particolare la valenza e l'impatto sul musicista, o aspirante tale. In secondo luogo, e soprattutto, perché come ex professore dell'autore del libro posso vantare una ampia visione anche "dietro le quinte" dell'operato e del percorso personale di Christian Agrillo. "Suonare in pubblico" è uno scritto che affonda le proprie origini nella duplice esperienza del suo autore, brillante studente di chitarra e allievo modello, poi interessatosi sempre più a fondo di problematiche psicologiche, alle quali si è dedicato infine a tempo pieno, pur non rinnegando le sue primeve passioni musicali... (leggi tutto)